“Arancine, sfincionelli, accattativi i ciambelli”

Mondello dei ricchi e dei poveri. Un po’ Copacabana, un po’ lido del Carabiniere. Mondello dei fighetti di ieri col Riva, Mondello dei  poveracci di sempre con la camera d’aria trasformata in gommone, delle ville liberty, degli amori estivi, della mafia, dei ricci, del pane e panelle, Mondello dei cortili, della Sirenetta, Mondello del giorno e della notte: un segmento di DNA palermitano lungo dall’Antico Chiosco al Baretto.

Spiaggia di Mondello

“Acque limpide e cristalline del Golfo di Mondello.”

Tra l’inizio della spiaggia dal lato di Mondello Paese e la fine dal lato del Circolo Lauria c’è circa un chilometro e mezzo di spiaggia che una volta era tutto occupato dalle cabine. Da qualche anno non è più così e quest’anno la parte di “spiaggia attrezzata” si mangerà lo spazio di altre mille cabine. Questo ha annunciato la ultracentenaria Società Italo Belga che gestisce il lido.

Le cabine di Mondello

“Le cabine di Mondello.”

Ma i concetti di “cortile” e di ”ombrellone+2 lettini” sono molto diversi perché il primo, sul quale si affacciavano le cabine noleggiate per tutta la stagione, diventava una comunità mentre la spiaggia attrezzata sa più di “mordi e fuggi” al punto che la “cultura del cortile” sta svanendo come l’appannato di un vetro messo al sole. Scompaiono sempre più numerosi i tavoli di scopone (per veri uomini) e di canasta (per vere signore), Scompaiono le piste di sabbia sulle quali fare scorrere le palline, e i “socialgames” tipo “io non so ma perché tu stai sempre accanto a me, accanto a me sul sofà con lo zigo zigo zà”. La Mondello dove si andava al mattino presto e si rimaneva sino al calar del sole per lasciare posto agli amorazzi notturni, al romantico “schinio” sui tetti delle capanne per poi trasferirsi dentro. Interno notte con peccato…

Panino con le panelle

“Panino con le panelle.”

Una Mondello, manco a dirlo, fatta di cibi e di profumi, di timballi di anelletti al forno con le melanzane. O di ciambelle e sfincionelli. E fu  leggenda. Il “padre” di tutti si chiamava Sorrentino e girava per i cortili della Italo Belga con la sua tenuta standard: bermuda blu, maglietta bianca, borsa squadrata alla spalla. “Arancine, sfincioonelli, accattativi i ciambelli”. Una delle cose che ti fanno dire: campavi un altro anno”. Sorrentino se n’è andato a metà degli anni Novanta a 90 anni.

Era indefesso, secco come una glicine spogliata da una sciroccata, macinava chilometri a piedi nudi e ha nutrito a ciambelle, sfincioni  e latte generazioni di palermitani di tutte le razze. C’era lui, c’era il sio’ Coccobello che girava con una grande zuppiera di vetro dove le fette di cocco erano apparecchiate come una scultura di Andy Warhol al centro della quale troneggiava un quarto di blocco di ghiaccio. Roba da cinque sei chili che portava nella posizione del pesista prima di lanciare l’attrezzo. Andato anche lui. Pensate: a quel tempo, qui, non c’era neanche la Coca Cola o l’acqua minerale nelle bottiglie di plastica. Per mangiare una ciambella, se perdevi il passaggio delle 9,30 dovevi aspettare almeno un’ora perché Sorrentino finisse il giro e ripassasse. Come la marea.

Venditore di cedri

“Venditore di cedri siciliani.”

A Mondello, ormai da un po’ sono sbarcati gli extracomunitari. Ma stavolta non sono venuti dal mare bensì dalla terra. Ogni mattina arrivano con la 101 portandosi dietro la roba come in un marsupio e, anche loro, cominciano a perlustrare la battigia. Vendono di tutto: roba da mangiare, da bere, vestiti, bigiotteria, perfino massaggi. Un mercatino magmatico, sempre in movimento, come la risacca che ne cancella le orme a ognuno dei venti passaggi giornalieri che per almeno quattro mesi l’anno questo popolo incide sull’arenile.

Orme effimere di un popolo invisibile con pochi personaggi e molti uomini visti e perduti, eppure così “esemplari” su come siamo, un paradigma della vita che urla “Ciambelle!” “Oppure “Coca Cuela” o ancora “Cocco Bello!” oppure: “Signora Maria? La meglio pollanca è quella mia!”.

“Tipico bagnino di Mondello.”

La spiaggia di Mondello non è tutta uguale. C’è il primo tratto, quello con la spiaggia libera e l’Attrezzata del Comune, poi la zona delle aree riservate all’albergo e allo Stabilimento, poi la concessione della Società Italo Belga, sino ai lidi dei circoli esclusivi come  l’Albaria, il Lauria, La Vela. Cambia la spiaggia, cambiano i bagnanti. E’ intuitivo. Ma se vi occupate di economia questo “spread” lo cogliete subito dalle quotazioni della pollanca. Esatto: la pollanca. Nel primo tratto, l’anno scorso,  costava un euro. Nel secondo un euro e cinquanta. Leggi del mercato.


scopello-01Daniele Billitteri

Giornalista del mitico giornale L’Ora, e del Giornale di Sicilia, contributor nella sua lunga esperienza per le prestigiose testate Life e New York Times. Scrittore, artista e blogger. Abitante di Facebook con “MeteoBilli” e altri seguitissimi gruppi. Conoscitore delle Cose di Sicilia.